Intervista a Francesca Nicchi

Il lavoro artistico e la ricerca di Francesca Nicchi volgono da sempre lo sguardo verso il mondo del tessile. Questo ha favorito il suo interesse a sviluppare il tema del femminile. Un femminile intrinsecamente creativo, potente, naturale, morbido, divino e quotidiano.


Francesca Della Ventura (FDV): La ricerca artistica di Francesca Nicchi può essere collocata nell’ambito dell’arte tessile, un tipo di arte un tempo declassata ad “arte secondaria” e quindi praticata quasi esclusivamente da donne. La reintroduzione del tessile e delle fibre nell'”arte alta” è iniziata con il movimento femminista negli anni ’60 e ’70 con un revival che ha incluso pratiche artistiche tradizionalmente relegate allo status inferiore di “lavoro femminile”. Francesca, cosa rappresenta per te l’arte tessile? Quali sono, secondo te, i pregi e quali gli svantaggi nel praticarla? Come si diventa artisti del tessile?

Francesca Nicchi (FN): Fare arte tessile mi dà una soddisfazione fisica. Il contatto con i fili, con i tessuti, appaga un bisogno proprio di contatto fisico. L’ago che entra e che esce e che unisce attraverso il filo parti separate. Anche questo credo che abbia un senso benefico per me. Fondamentalmente mi procura piacere e soddisfazione.  I pregi dell’arte tessile hanno a che fare con la lentezza, che impone la pazienza di lasciare crescere il proprio lavoro, con la matericitá morbida, che si accomoda e scalda spesso senza protestare. Il fatto che i tessuti fanno parte della nostra vita fin dalla nascita (una copertina o un telo è la prima cosa che ci avvolge appena nati), richiama automaticamente ad un “conosciuto protettivo” che però può essere reinventato e rivisto in mille modi nuovi. L’arte tessile ha in sè il senso della costruzione e del tempo ed è nello stesso momento pittura e scultura. Non so come si diventa artisti tessili, credo semplicemente cucendo e cucendo. Io ho imparato da sola, fin da piccola ho cucito in modo istintivo. Mi ricordo quanto mi piaceva da bambina la riga del filo che si formava sul tessuto punto dopo punto. Mi eccitava un pò di più rispetto alla riga che lasciava il pennarello sul foglio. E’ una modalità come un’altra per fare arte. All’Accademia, durante i miei studi, ad un certo punto ho avuto l’esigenza di prendere i fili e i tessuti. 

FDV. Hai lavorato anche con altri medium artistici?

Fn: Ho lavorato e lavoro ancora con altri medium. A volte è importante per me farlo. Lavoro con le tecniche pittoriche come acquarello tempera e anche raramente acrilico ed olio. La matita resta la mia preferita. E’ sempre la prima cosa che prendo in mano. Ultimamente mi sono avvicinata anche alla tavoletta grafica che mi sta portando uno stile diverso che sto osservando con curiosità (non so dove mi porterà).

FDV: Qual è la tua fonte di ispirazione?

FN: L’ispirazione viene dal disegno libero e dai temi che mi interessano di più. A volte sono i materiali stessi che dettano le condizioni e formano la loro composizione. Anche la poesia o le parole possono determinare lo sviluppo di un’opera. A un certo punto le ispirazioni vogliono una forma e se sono abbastanza attenta riesco ad assecondarle. Non sempre sono attenta.

Seduta di arteterapia con Francesca Nicchi © Francesca Nicchi
Seduta di arteterapia con Francesca Nicchi ©Francesca Nicchi

FDV: Francesca, so che tu sei anche arteterapeuta, un lavoro che ha una missione importante e ben precisa. Ce ne parli?  Chi é un’arte terapeuta? Quali sono i benefici dell’arte terapia e a quali pazienti ti rivolgi?

FN: Un arteterapeuta è una persona che si è formata in modo specifico e ha acquisito conoscenze, abilità e competenze relative alla modulazione emozionale e alla gestione dei processi collettivi. Opera per il benessere individuale e collettivo. Pone l’attenzione soprattutto ai processi creativi in cui si impegnano le persone con cui lavora, piuttosto che all’aspetto estetico del prodotto artistico. E’ una specie di accompagnatore che favorisce il dialogo della persona con le proprie immagini.

Man-am rossa“, scultura tessile, 28cmx24cmx5cm, 2020©Francesca Nicchi

FDV: Un’ultima domanda: ci spieghi come sono nate le mani-sculture che sono in vendita presso la nostra galleria?

FN: Le mani sono nate dalla riflessione profonda che sto facendo da anni sul femminile. Le mani sono femmine, anche quelle degli uomini. Hanno a che fare con il toccare, con l’emanazione di energia buona, con la creazione e la creatività, con il fare. Una grande antropologa Maria Gjmbutas ha fatto un profondo studio sulle tracce della Dea nella preistoria e le mani sono presenti come decorazioni e segni col significato simbolico di fertilità e di vita.