Intervista a Sonia Vinaccia

Sonia Vinaccia, nata nella bellissima Capri, cerca di infondere un sentimento univoco in chi guarda le sue opere: serenità, gentilezza e bellezza. Le sue opere trasmettono una sensazione proveniente dall’inconscio, quella di un mondo surreale, di un concettualismo profondo, rivelato mirabilmente in chiave figurativa.


Francesca Della Ventura (FDV): Cara Sonia, sono molto contenta che hai dedicato del tempo a rispondere a questa mia breve intervista. Sei nata a Capri, ma vivi a Napoli, due cittá meravigliose: ti va di raccontare ai lettori di inWomen.Gallery la tua formazione artistica e come sei approdata alla pittura surrealista?

Sonia Vinaccia (SV): Il mio percorso artistico nasce e cresce con me, l’Arte mi appartiene come io appartengo ad essa, abbiamo sempre vissuto in simbiosi non potendoci mai escludere a vicenda. Di conseguenza gli studi artistici all’istituto d’arte sono stati una tappa a dir poco scontata, ma meno scontata è stata poi la scelta dell’indirizzo universitario, architettura, non proprio in linea con le mie aspirazioni e sogni, ma ciò comunque non mi ha vietato di continuare il mio percorso pittorico. Vivendo per l’arte avevo già impresse le idee chiare su ciò che avrei voluto fare: il mio sogno era dipingere ad olio, fin da subito, e così è stato; non ho avuto maestri, quindi ho sperimentato, provato, sbagliato, ma alla fine ho trovato una strada da percorrere sapendo che è e sarà sempre in evoluzione. L’avvicinarmi al surreale è stata semplicemente una scelta di vita, vivere il quotidiano con una punta di ironia, riuscire a rappresentare anche problemi complessi facendo riflettere su temi importanti, ma senza appesantire o deprimere.

FDV: Molte delle tue opere, come quelle che sono esposte in galleria, vogliono trasmettere gentilezza, serenità e bellezza. L’arte puó ancora farlo? Come cerchi di trasmettere questi valori e perché sono importanti per te e per l’arte in generale?

SV: I valori che imprimo nelle mie opere sono quelli della mia vita, oggi forse ritenuti “eccezionali”, ma non per me; essi fanno parte del mio essere, della mia educazione: la gentilezza, l’onestà d’animo, la bontà, dovrebbero essere pilastri solidi che contraddistinguono l’essere umano nella sua interezza, ma poi mi accorgo che così non è. Ciò che per me è naturale, in quest’epoca diventa veramente l’eccezione. Eppure questi valori rapportati all’arte potrebbero essere un faro per le nuove generazioni, un nutrimento per l’anima e per il cuore, per far sì che si esca da un vortice che ci sta trascinando sempre più verso l’inaffettività. In questo contesto la mia forza è quella di persistere con le idee che i miei lavori sposano, perché, anche se raramente, capita di incontrare persone dallo spirito simile e mi rendo conto che vale la pena continuare anche se soltanto per loro.

“L’unicorno magico”, olio su tela, 20cmx20cm, incorniciato, 2020  © Sonia Vinaccia

“Ciruzzo”, olio su tela, 20cmx20cm, incorniciato,  2020, © Sonia Vinaccia

FDV: Nelle tue opere, come quelle presenti su inWomen.Gallery, ricorrono spesso gli animali e molte volte tratti anche la questione del loro maltrattamento. Perché ti sei avvicinata a questo tema? Quali sono i tuoi consigli per preservare la natura e l’ambiente? Può l’arte essere sostenibile?

SV: Nei miei quadri raffiguro spesso gli animali, proprio perché sono anime pure e, quindi, chi meglio di loro può rappresentare al massimo il mio messaggio. Poi, come è stato per l’arte, anche gli animali sono stati una parte fondamentale della mia vita; ho vissuto la mia infanzia in una casa piena di animali, dove erano veri e propri componenti della famiglia e quindi li ho sempre considerati parte integrante della mia vita. Mai come ora il mio messaggio diviene ancora più forte ed è per questo che porterò avanti le mie idee finché vivrò, senza mai tirarmi indietro; senza mai cedere alla tentazione di percorrere la strada più facile, perché il decadimento dell’animo umano e l’aridità del suo cuore danno vita ad orrori che la mia mente veramente non riesce a concepire. Ne sono testimoni i numerosi video di violenze che girano sui social, alimentati dalla voglia di protagonismo e di vanità dell’essere umano.

FDV: Se non sbaglio quest’anno avresti dovuto partecipare a una mostra da dove ti scrivo io, in Germania, rimandata per causa Covid. Ce ne parli?

SV: Quest’anno , come già accaduto in passato, avrei dovuto esporre in Germania, ma a causa della pandemia l’evento è stato rimandato a data da destinarsi. Inutile sottolineare che questa emergenza sanitaria internazionale ha influito in tutti gli ambiti della società compresa la cultura e quindi l’arte, che già nutriva forte crisi dovuta al cambiamento dei valori sociali, al venir meno della sensibilità d’animo. La pandemia ha così inferto un colpo di grazia.