Intervista a Valeria Eva Rossi

Architetta e designer toscana, dopo aver vissuto in Francia e Cina, dove ha esposto le sue opere a Shanghai e in altre città, attualmente risiede a Torino e Milano. Il lavoro della designer si esprime in diverse scale di progetto: dall’interior design, al product design, al graphic design, dove la predilezione per le forme geometriche si combina con la fotografia in bianco e nero delle architetture.


Francesca Della Ventura (FDV): Cara Valeria, grazie per aver preso parte a questa breve intervista. Potresti raccontare alle lettrici e ai lettori di inWomen.Gallery qualcosa tuo lavoro come architetto e designer?

Valeria Eva Rossi (VER): Sono nata a Carrara e mi sono laureata in architettura a Firenze nel 1996, con una tesi sull’analisi del degrado e restauro del marmo bianco, magna cum laude. Ho maturato la mia esperienza professionale di architetto e designer a Torino, collaborando con importanti studi di architettura. Dieci anni dopo la laurea e con il bagaglio di esperienza maturata negli studi di architettura, ho intrapreso la libera professione di architetto, sino al 2009. Mi sono occupata principalmente di progettazione edilizia e interior design per clienti privati.

Il trasferimento in Francia, mi ha portata ad appassionarmi soprattutto al design, sia d’interni che di arredi e complementi. Tornata a Torino nel 2012, ho portato con me il neonato brand Pietraquadra stone jewels: in cui la passione per il design e il marmo trova la sua espressione in inedite linee di gioielli.

L’architettura è sempre stata la mia vocazione, ma in generale è il processo creativo che mi interessa, sia che si tratti di concepire un edificio, un oggetto, una creazione artistica. Così, nel 2020, inizia una fase di sperimentazione e di ricerca, che mi conduce a collegare le competenze di designer alla fotografia. Il progetto artistico si sviluppa a partire da fotografie che ritraggono architetture e di luoghi reali, che divengono contemporaneamente onirici, attraverso una visione deformata dal disegno geometrico. Nascono le opere grafiche-fotografiche di digital art.

EYES_01 Piazza San Carlo, fotografia e grafica digitale, 2020 ©Valeria Eva Rossi

FDV: Radici toscane, ma sempre in viaggio. Come sono state le tue esperienze all’estero? Cosa ti hanno insegnato e cosa hanno apportato al tuo lavoro di artista? 

VER: Dal 2014 al 2016, ho vissuto parte dell’anno in Cina, partecipando con le mie creazioni a eventi sul Made in Italy, a Shanghai, Hangzhou e Nanchino. I viaggi sono sempre una fonte inesauribile d’ispirazione, anche se le realizzazioni sono 100% Made in Italy e il marmo è stato spesso protagonista nel del mio lavoro.

Viaggiando si ha la possibilità di vedere culture differenti, scoprire modi diversi di pensare e progettare, assaporare nuovi e inaspettati gusti, ascoltare lingue incomprensibili e affascinanti. Tutto ciò che è scoperta e novità, per una mente aperta e curiosa, è fonte di creatività. Credo che l’insegnamento principale che si riceve viaggiando in luoghi lontani, sia l’apertura mentale, l’accoglienza delle differenze e una visione allargata della realtà. Non saprei dire esattamente che cosa i viaggi abbiano apportato al mio lavoro artistico, ma sono sicura della loro positiva influenza.

Pietraquadra stone jewels – Collane in marmo e passamaneria ©Valeria Eva Rossi

FDV: Dalle tue creazioni vedo che lavori principalmente con il marmo. Puoi raccontarci come mai hai scelto questo materiale per esprimerti e quali sono i tuoi progetti che lo vedono protagonista?

VER: Il marmo è una materia straordinaria ed è un amore particolare quello che mi lega al marmo, nasce dalla terra in cui sono nata.  In particolare, la volontà di trasformare il marmo in un gioiello è il desiderio di riconoscergli una speciale preziosità e renderla manifesta. Preziosità legata, oltre al valore di mercato e all’alto potenziale estetico, ad un valore emozionale e sensoriale, derivato dalla sua stessa natura che racchiude in sé una storia antichissima e che si esplica a prescindere dalla scala dell’opera. Questo potenziale intrinseco, viene accresciuto dal rapporto più personale che si crea con un oggetto che indossiamo, piuttosto che con qualsiasi altro oggetto. Il marmo in questa nuova veste è la materia prima per una nuova idea di gioiello, un gioiello che ogni volta è un oggetto unico, un oggetto di design e di accurato lavoro artigianale.

Oltre alla sfida del molto piccolo del gioiello, col marmo, ho affrontato anche l’ideazione di progetti in scala più grande, come arredi e complementi in marmo. Sempre con la stessa passione e rispetto per il materiale, cercando di evitare sprechi e di valorizzarne le caratteristiche.

Progetto GEA per MARMOMAC 2019 ©Valeria Eva Rossi

FDV: Un’ultima domanda. Come pensi possa applicarsi il concetto di sostenibilità al mondo dell’architetto-designer? Come rifletti questo principio nei tuoi lavori? 

VER: Il marmo è un materiale naturale come tale sostenibile. I gioielli Pietraquadra sono nati dagli ‘scarti’ di marmi preziosi, intendendo per scarti il recupero delle porzioni più piccole di lavorazioni più grandi. Per gli arredi e/o complementi, onde evitare inutili sprechi di materiale, spesso ho progettato partendo dalle lastre di marmo piuttosto che adoperare dei blocchi.