Maria Cristina Ballestracci

Maria Cristina Ballestracci, ©Maria Cristina Ballestracci,

Born in Vimercate (Mi) in 1967, Maria Cristina Ballestracci began her professional career in several architectural studios where she worked on the drafting and realisation of various projects, both public and private. These experiences will allow her to acquire a wealth of knowledge that will manifest itself, above all, in the field of design, where she will design many objects, furnishings and installations. She was also a stylist for the advertising campaigns of several fashion companies. At the same time, her interest in art grew, leading her to produce a series of works in which the written word and the re-elaboration of natural elements (patiently chosen on the basis of their form and the work carried out on them by the action of time) are recomposed within paintings based on the expressiveness of signs in balance between essentiality, measure and rhythm. Her work, whether it is a house, an interior or a painting, is aimed at the search for a communication, devoid of redundancy, in which the purity and essentiality of the sign captures the deepest meaning of things in that area where beauty and poetry merge into a single entity. Since 2006 she has been the curator of the cultural event “Manifesta il lavoro delle donne”.

Nata a Vimercate (Mi) nel 1967, Maria Cristina Ballestracci inizia la sua attività professionale in numerosi studi di architettura dove lavora alla stesura e alla realizzazione di vari progetti sia di architettura pubblica, che privata. Queste esperienze le permetteranno di acquisire un cospicuo bagaglio di conoscenze che si manifesterà, soprattutto, nel campo del design dove progetterà molti oggetti d’uso, complementi d’arredo ed allestimenti. Ricoprirà anche il ruolo di “stylist” per le campagne pubblicitarie di alcune aziende di moda. Contemporaneamente cresce il suo interesse per l’arte che la conduce a produrre una serie di opere dove la parola scritta e la rielaborazione di elementi naturali (pazientemente scelti in base alla forma e al lavoro esercitato su di essi dall’azione del tempo) vengono ricomposti all’interno di quadri fondati sull’espressività di segni in equilibrio tra essenzialità, misura e ritmo. Il suo lavoro, sia che si tratti di una casa, di un interno o di un quadro è rivolto alla ricerca di una comunicazione, priva di ridondanza, in cui la purezza e l’essenzialità del segno colgano il significato più profondo delle cose in quella zona dove bellezza e poesia si fondono in una sola entità. Dal 2006 è curatrice dell’evento culturale “Manifesta il lavoro delle donne”.