Nadia Malverti

Nadia Malverti ©Nadia Malverti

Nadia Malverti was born in Modena in 1962. She painted throughout her childhood and youth and chose theatre as her means of expression and professional field. She worked as an actress in research theatre in Munich and Bologna. After moving to Hamburg, she devoted herself to writing for children, creating texts for fairy tales and radio plays and organising creative expression workshops.
In 2015, drawing and painting, which had accompanied her activities until then, took over: she began a varied pictorial production, mainly using techniques on paper, watercolour, Indian ink and pencils.
A visionary characteristic pervades her figurative poetics in which, alongside elements of everyday life, the presence of Nature is strong and childhood resurfaces with its playful and disturbing aspects.
In her early works, a multiplicity of forms appear, freed from clumps of colour or from the texture of the paper, as if they were advancing in the cosmos in search of their own identity; in her more recent monotypes, the protagonists are isolated female figures, poised between fragility and resistance. Behind them, the paper becomes a letter, a diary page, a book, an account book and a painting.

Nadia Malverti è nata a Modena nel 1962. Dipinge per tutta l’infanzia e la giovinezza e sceglie la strada del teatro quale mezzo espressivo e ambito professionale. Lavora  in qualità di attrice nel teatro di ricerca a Monaco di Baviera e a Bologna. Dopo il trasferimento ad Amburgo, si dedica alla scrittura per l’infanzia, creando testi di fiabe e radiodrammi e organizza laboratori di espressività creativa. A partire dal 2015 il disegno e la pittura, che fino a quel momento avevano accompagnato le sue attività, si impongono: inizia una varia produzione pittorica, che si avvale prevalentemente di tecniche su carta,  acquerello, china, matite. Una caratteristica di visionarietà pervade la sua poetica figurativa in cui, accanto ad elementi del quotidiano, è forte la presenza della Natura e riaffiora l’infanzia con i suoi aspetti giocosi e inquietanti. Nei primi lavori appaiono una molteplicità di forme, liberate dai grumi di colore o dalla texture della carta, come avanzassero nel cosmo alla ricerca di una propria identità; nei più recenti monotipi le protagoniste sono figure femminili isolate, in bilico tra fragilità e resistenza. Dietro di loro, la carta diventa lettera, pagina di diario, libro, registro contabile e dipinto.